Il “rimborso senza reso” ha animato per anni i dibattiti nell’e-commerce cinese; oggi, con un altro nome, compare nel back office di Amazon Europa.

Amazon ha lanciato un programma “rimborso senza reso” per i venditori FBA nei cinque siti di Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Le regole non sono complesse: i venditori partecipano volontariamente, scelgono autonomamente i prodotti e impostano autonomamente la soglia di prezzo; il limite per singolo articolo è compreso tra 1 e 75 euro, mentre sul sito britannico corrisponde a 1-75 sterline. Quando un acquirente richiede un reso, la piattaforma valuta ogni singolo ordine; se sussistono i requisiti, il rimborso viene accreditato direttamente e il prodotto resta all’acquirente.

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Perché Amazon ha introdotto il rimborso senza reso?

Dal punto di vista della piattaforma, questa politica considera innanzitutto il costo dei resi.

Normalmente, dopo che l'acquirente richiede un reso, il prodotto deve passare attraverso procedure quali la spedizione di ritorno, l'ingresso in magazzino e il controllo. Se il prodotto è in buone condizioni, può essere rimesso in vendita; ma se è già stato aperto, danneggiato o non è di per sé adatto alla rivendita, il senso di recuperare il prodotto risulta notevolmente ridotto.

Per alcuni prodotti a basso prezzo la situazione è ancora più evidente. Supponiamo che un articolo costi solo una decina di euro, ma il venditore debba comunque sostenere le spese di trasporto, gestione e stoccaggio per il reso; alla fine potrebbe scoprire che la cifra spesa per recuperare l’articolo supera il valore recuperabile dell’articolo stesso.

Invece di continuare a generare costi facendo passare il prodotto attraverso il processo di reso, è meglio rimborsare direttamente e lasciare che l’acquirente tenga il prodotto. Anche questa è una ragione importante per cui Amazon ha introdotto questa funzione.

Per i venditori, offre effettivamente un nuovo modo di controllare i costi, particolarmente adatto ai prodotti con costi di gestione dei resi elevati e basso valore di recupero.

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Risparmiare sulle spese di reso, ma potresti anche perdere il valore del prodotto

Tuttavia, il rimborso senza reso non significa che il venditore risparmierà necessariamente.

Amazon ha chiarito in un annuncio ufficiale alcune limitazioni: i resi gestiti tramite questa funzione vengono comunque conteggiati nel tasso di reso del prodotto, ma non comportano l'addebito della relativa commissione per l'elevato tasso di reso. Inoltre, questi articoli non sono idonei alla compensazione dell'inventario.

In altre parole, una volta che l’acquirente ha ricevuto il rimborso, l’articolo non tornerà nemmeno nell’inventario del venditore, e il venditore non potrà recuperare parte della perdita tramite rigenerazione, riconfezionamento o rivendita.

Ciò solleva una questione molto concreta: assumersi i costi di gestione del reso e recuperare la merce, oppure rimborsare direttamente e rinunciare al valore residuo del prodotto?

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La semplificazione dei rimborsi deve anche prevenire l’abuso delle regole.

Oltre alla questione dei costi, i venditori nutrono un’altra preoccupazione riguardo al rimborso senza reso: se gli acquirenti sfruttano questa regola per richiedere rimborsi in modo doloso, chi dovrebbe farsi carico della perdita?

Questa preoccupazione non è del tutto priva di fondamento.

Nel febbraio 2025, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso noto un caso di frode online sui rimborsi. Il caso riguarda un'attività di frode sui rimborsi chiamata Ressu Refunds, il cui operatore, Leonardo Vidal, tramite Telegram e altri canali reclutava utenti e aiutava gli acquirenti a richiedere rimborsi ai rivenditori con motivazioni false, trattenendo una commissione.

In soli 8 mesi, l’attività ha facilitato oltre 3.000 rimborsi fraudolenti, per un importo di almeno 5,3 milioni di dollari. Alla fine, Vidal è stato condannato a 30 mesi di reclusione per reati legati a frode telematica e riciclaggio di denaro.

Naturalmente, questo caso non può dimostrare che la nuova funzionalità di Amazon possa causare problemi simili, né può indicare direttamente che nel mercato europeo esista una frode di pari entità. Ma almeno dimostra che, una volta sfruttato dai malintenzionati, il meccanismo di rimborso può trasformarsi da singole controversie post-vendita in un'attività organizzata finalizzata al profitto.

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Sebbene Amazon dichiari che selezionerà gli acquirenti e offrirà questa opzione solo agli account privi di una storia di abuso dei resi, resta comunque da verificare sul campo quante richieste anomale questo sistema di screening riesca a bloccare.

In definitiva, il rimborso senza reso cambia solo il modo di gestire il servizio post-vendita e non fa sparire dal nulla i costi di reso. Per i venditori transfrontalieri, dalla vendita del prodotto al recupero dei resi, ogni fase deve essere calcolata con chiarezza. Solo facendo i conti in modo chiaro si può determinare se questa nuova funzione sia uno strumento per ridurre i costi o un'ulteriore spesa operativa da sostenere.