Un'altra notizia sulla riforma fiscale,le autorità fiscali cilene hanno annunciato che dal 25 ottobre sarà completamente abolita la politica di esenzione fiscale per i piccoli pacchi transfrontalieri, tutti i beni importati con valore compreso tra 0-500 dollari saranno soggetti al pagamento dell'IVA al 19%.
Questa misura segna la fine dell'era della crescita selvaggia dell'e-commerce transfrontaliero in Cile, entrando ufficialmente in una nuova fase di regolamentazione.
A un livello più profondo, questa riforma realizza l'anticipo del “punto di riscossione fiscale”. Trasferendo l'obbligo fiscale dalla “dogana” alla “piattaforma”, il governo cileno mira a garantire la riscossione delle imposte alla fonte e a risolvere completamente i colli di bottiglia logistici causati in precedenza dalla verifica e dal pagamento delle tasse.

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Contenuto della riforma fiscale: fine dell’era dell’esenzione, tassazione totale dei pacchi transfrontalieri
Il cuore della riforma fiscale cilena consiste nel porre fine definitivamente alla storia dell’esenzione fiscale per i piccoli pacchi transfrontalieri di valore inferiore a 41 dollari. Dal 25 ottobre questa soglia sarà abolita, segnando l’inizio dell’era della “tassazione a soglia zero” nel commercio transfrontaliero cileno.
La nuova normativa stabilisce che tutti gli ordini spediti direttamente con valore inferiore a 500 dollari devono pagare uniformemente l’IVA al 19%, realizzando una copertura fiscale totale sulle transazioni transfrontaliere di piccolo importo.
Per i pacchi di valore pari o superiore a 500 dollari, oltre all’IVA del 19%, è necessario pagare anche un dazio doganale aggiuntivo del 6%.
Va notato che alcuni prodotti di valore medio vedranno effettivamente una riduzione del carico fiscale. In precedenza, i pacchi importati di valore compreso tra 41 e 500 dollari dovevano pagare sia l’IVA che il dazio doganale, mentre con la nuova normativa sarà sufficiente pagare solo l’IVA, esentando il dazio doganale.
Esempio di pagamento anticipato dell’IVA da parte dell’acquirente Fonte immagine: Facebook
Contesto della riforma: impennata del numero di pacchi, il governo cerca una concorrenza leale
Questa riforma fiscale non nasce dal nulla, ma è dovuta all’esplosione del numero di pacchi transfrontalieri in Cile.
I dati mostrano che i pacchi internazionali spediti direttamente in Cile sono passati da 500.000 all’anno nel 2020 a 20 milioni nel 2023, con una crescita di 40 volte in soli tre anni.
È ancora più significativo che il 74% di questi pacchi abbia un valore dichiarato inferiore a 41 dollari, sfruttando la politica di esenzione fiscale dell’epoca.
Il Ministero delle Finanze cileno ha sottolineato che una grande quantità di prodotti a basso prezzo ha invaso il mercato grazie alla politica di esenzione fiscale, causando una forte pressione competitiva sui rivenditori locali e creando un ambiente di mercato non equo.
Il governo cileno ha chiaramente illustrato i tre obiettivi principali di questa riforma: primo, chiudere le falle fiscali e combattere l’evasione; secondo, promuovere la modernizzazione del sistema logistico; terzo, ricostruire un ambiente di concorrenza leale tra e-commerce transfrontaliero e rivenditori locali.
Si prevede che questa nuova politica fiscale porterà al governo cileno circa 40 milioni di dollari di entrate fiscali aggiuntive all’anno.

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Modalità di riscossione: piattaforme che raccolgono e versano, ottimizzazione del processo di sdoganamento
La riforma fiscale cilena non riguarda solo l’adeguamento delle aliquote, ma soprattutto l’innovazione nel metodo di riscossione delle imposte.
Secondo la nuova normativa, la riscossione dell’IVA sarà effettuata dalle piattaforme di e-commerce transfrontaliero al momento dell’ordine da parte del consumatore, invece che dalla dogana durante lo sdoganamento come avveniva tradizionalmente.
Questo cambiamento nel modello di gestione fiscale significa che, se l’IVA è già stata raccolta dalla piattaforma durante la vendita, quando la merce arriva in Cile per lo sdoganamento non sarà necessario effettuare ulteriori pagamenti fiscali e si beneficerà di uno sblocco rapido.
Per gli acquisti transfrontalieri effettuati tramite piattaforme o commercianti non registrati, l’IVA dovrà essere pagata al momento dello sdoganamento e questi pacchi avranno tempi di sblocco doganale più lunghi.

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Risposta delle piattaforme: Tuke e altre piattaforme lanciano varie misure di supporto
Di fronte ai cambiamenti della politica fiscale cilena, le principali piattaforme di e-commerce transfrontaliero hanno risposto rapidamente, lanciando varie misure per aiutare i commercianti ad affrontare le sfide.
La strategia di risposta di Tuke mostra una chiara logica di conformità e operatività.
Sul fronte della conformità, la piattaforma ha realizzato l’aggiornamento del sistema per la raccolta e il versamento automatico dell’IVA, costruendo procedure di conformità automatizzate per i commercianti. Sul fronte operativo, la piattaforma offre sussidi speciali per aiutare direttamente i commercianti a compensare parte dei nuovi costi fiscali.
Ancora più importante, la piattaforma investe risorse strategiche nei venditori con magazzini all’estero, utilizzando il marchio “spedizione locale” e attività di marketing prioritario per incentivare i commercianti ad aggiornare il modello della catena di fornitura.

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Tuke, Mercado Libre e altre piattaforme hanno risposto rapidamente, lanciando misure combinate come la raccolta e il versamento tramite piattaforma, sussidi speciali e supporto di traffico per magazzini all’estero, aiutando i venditori a superare il periodo di transizione normativa.
Guardando all’intera America Latina, dall’aumento dei dazi in Messico al33,5%, fino al carico fiscale totale in Brasile che raggiunge il 44,5%, una tempesta di conformità fiscale per l’e-commerce transfrontaliero sta investendo questa regione.
Per i venditori che cercano uno sviluppo a lungo termine, questa trasformazione non rappresenta solo una sfida, ma anche un’opportunità per passare dalla competizione sul prezzo alla creazione di valore.


