I dati più recenti del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti mostrano che le vendite dell'e-commerce nel primo trimestre del 2025 sono aumentate solo del 6,1% rispetto all'anno precedente, il tasso di crescita più basso in oltre due anni. Questa cifra non solo ha interrotto il record di due anni consecutivi di crescita dell'e-commerce doppia rispetto alla vendita al dettaglio complessiva, ma ha anche rappresentato "il trimestre più debole" degli ultimi anni.

Nonostante i canali online continuino a erodere il mercato fisico, rappresentando il 16,2% delle vendite al dettaglio totali, il tasso di crescita a una cifra contrasta nettamente con il picco del 13,9% del secondo trimestre del 2021.

L'incertezza economica, la volatilità dei dazi e la debolezza dei consumi stanno avendo un impatto profondo sul settore.

Fonte: Internet

L'incertezza economica è diventata l'ombra principale che incombe sul mercato. I consumatori statunitensi stanno stringendo i cordoni della borsa sotto la pressione dell'inflazione: il 49% dei consumatori cita l'inflazione come il fattore principale che influenza le decisioni di acquisto, superando persino l'attenzione per sconti e promozioni.

Il comportamento di consumo è diventato più cauto, si diffonde la mentalità "non acquistare se non necessario", e la spesa per beni non essenziali è stata notevolmente ridotta.

In questo contesto, i drastici cambiamenti nella politica tariffaria hanno ulteriormente aumentato i costi delle merci transfrontaliere. A maggio 2025, gli Stati Uniti hanno ufficialmente abolito la politica di esenzione fiscale per i piccoli pacchi provenienti dalla Cina, facendo salire l'aliquota fiscale sui prodotti cinesi al 54%, a cui si aggiunge il dazio base globale del 10%.

I piccoli e medi venditori transfrontalieri si trovano in un dilemma: "se aumentano i prezzi perdono clienti, se non li aumentano subiscono perdite". Piattaforme come Temu, che dipendono dalla vendita diretta a basso costo, sono costrette ad accelerare il passaggio a una strategia di inventario locale.

Fonte: Internet

Non solo, anche il mercato al dettaglio nazionale è cupo: nei primi cinque mesi del 2025, il settore retail statunitense ha licenziato circa 76.000 persone, con un aumento vertiginoso del 274% rispetto all'anno precedente, il più grave ciclo di licenziamenti dall'inizio della pandemia.

Questa ondata di licenziamenti riflette la difficoltà del modello tradizionale di vendita al dettaglio e preannuncia che il baricentro della competizione si sposterà ulteriormente verso l'online.

Fonte: retaildive

Nonostante la pressione complessiva del mercato, il panorama competitivo delle piattaforme leader sta subendo cambiamenti radicali. I dati mostrano che nel 2025 il mercato dell'e-commerce statunitense dovrebbe raggiungere 1,31 trilioni di dollari, e supererà i 2,15 trilioni di dollari entro il 2030, lasciando ancora spazio di crescita considerevole.

Fonte: Mordor Intelligence

Amazon rimane saldamente al primo posto con una quota di mercato del 40%. Aprile 2025 ha registrato un totale di 2,5 miliardi di visite, l'80% delle quali da utenti statunitensi. In questo quadro, l'espansione continua dell'ecosistema dei venditori terzi è particolarmente cruciale, in particolare la dipendenza dalla supply chain cinese per sostenere la crescita, creando un fossato difficile da scalfire.

Temu, invece, ha realizzato un'espansione fulminea grazie a prezzi estremamente bassi e a una supply chain flessibile, raggiungendo 1,3 miliardi di visite nello stesso periodo e superando Walmart per entrare tra le prime cinque piattaforme. Il suo modello di gestione totale, controllando il potere di determinazione dei prezzi, organizza aste settimanali per i prodotti, dove chi offre il prezzo più basso ottiene un maggiore traffico, creando con successo una mentalità di consumo del tipo "fare shopping come un miliardario".

Fonte: SimilarWeb

L'attuale rallentamento della crescita, visto da un'altra prospettiva, è in realtà un test di stress forzato del mercato.

Costringe tutti gli attori a rispondere a una domanda fondamentale: in un ambiente in cui il "prezzo basso" è diventato la nuova normalità, i rischi politici sono elevati e la fedeltà dei consumatori si sta diluendo, qual è il vero fossato delle imprese? È il costo della supply chain estremamente compresso? È la capacità di individuare categorie anticicliche? È la costruzione di barriere per l'adempimento localizzato? O è la creazione di un valore emotivo o esperienziale che non può essere facilmente confrontato sul prezzo?

Le risposte possono essere molteplici, ma una cosa è certa: fare affidamento su vecchie mappe non permette più di trovare nuovi mondi. La seconda metà della partita dell'e-commerce statunitense è destinata a quei player che sapranno ricostruire la catena del valore, scavare a fondo nelle opportunità strutturali e costruire una resilienza unica per sopravvivere.